Questo lavoro analizza i Large Language Models come nuovi attori dell'ecologia dei media, interrogandosi su come possano aiutarci a comprendere meglio la natura e l'identità umana. Attraverso una lente interdisciplinare che fonde la teoria dei media (McLuhan, Eco), la filosofia della comunicazione (Habermas) e la riflessione sull'identità umana, il lavoro analizza gli LLM non solo come strumenti, ma come veri e propri nuovi media che ridefiniscono le nostre interazioni, la nostra percezione della verità e persino la nostra unicità.
In particolare, i capitoli 6 e 8 offrono una prospettiva originale su come gli LLM agiscano da "specchio" per comprendere meglio la nostra cognizione e su come la ricerca di "artefatti d'anima" diventerà cruciale in un futuro sempre più automatizzato.
Scarica PDF completoContesto storico, architetture neurali, meccanismi dei Transformer
LLM come agenti, media, tetrade di McLuhan, Habermas, Eco
Intelligenza, coscienza, identità, unicità nell'era dell'automazione
Nel capitolo 6 applico la tetrade di McLuhan agli agenti LLM, mostrando come non siano semplici strumenti, ma veri e propri media che riorganizzano l'ecologia comunicativa.
Capacità di redazione, sintesi, ricerca e problem-solving
Alcune forme di scrittura routinaria e ricerca manuale
Dinamiche arcaiche di consultazione (oracolo/consigliere)
Promette autonomia, ma rischia dipendenza e perdita di agency
"Terrei oltremodo aperta l'ipotesi che possano esistere forme di sincerità (autenticità) espresse da meccanismi fondanti differenti (non antropomorfici)."
"In un futuro di impronte uguali, il 'fare differenza' sarà un bene di lusso."
Nel capitolo 8 rifletto su come, in un'epoca di profonda automazione, diventi essenziale preservare e valorizzare le nostre unicità intrinseche. Gli "artefatti d'anima" — prodotti che portano l'impronta autentica e irripetibile dell'essere umano — acquisiranno valore crescente in un mondo dove l'IA può generare contenuti efficienti ma standardizzati.
Cervello Umano
Large Language Model
Quanto più costruiamo sistemi che emulano nostre funzioni cognitive, tanto più possiamo studiarle dall'esterno. Nel lavoro propongo i LLM come "lenti" per indagare l'intelligenza e la coscienza, mantenendo però prudenza sulle conclusioni ontologiche.
I risultati mostrano che questi sistemi, pur essendo ottimi strumenti e assistenti dominio-specifici, sono ancora lontani da un'AGI. Tuttavia, gli spiragli aperti sono molti: dall'emersione del fattore generale g, alle architetture neurali che mostrano punti di contatto con i processi cognitivi umani, fino alle possibilità offerte dalla Global Workspace Theory.
"È precipitoso nel 2025 parlare di sistemi intelligenti e coscienti, ma è anche precipitoso parlare di impossibilità di coscienza e intelligenza in un futuro a breve-medio termine."
Scarica la tesi completa per esplorare tutti i capitoli, i riferimenti teorici e le implicazioni future.